Un gesuita

Dal libro di un gesuita

Il Male non è morire, ma il modo di vivere. Abbiamo paura della
morte e vogliamo salvarci. Per questo diventiamo egoisti e viviamo male.
 Ma davanti alla morte siamo tutti perdenti! Unica malattia incurabile,
anzi mortale, è la vita. 
La croce non mette in soffitta la salvezza ultraterrena, ma la radica
qui sulla terra, offrendoci di vivere un amore più forte della morte.
Bisogno fondamentale di ogni uomo è ricevere e dare amore. E' il bisogno
stesso del Dio amore (1Giovanni 4,8): l’amore vive solo se è corrisposto!
 Per noi l’uomo vero, il dio in terra, é il vincente, che possiede e può tutto.
Dio invece é amore: non possiede nulla e ci da tutto, anche se stesso, al di la di
ogni nostro limite e male. La croce testimonia un Dio che ci ama senza condizioni. 
  Questa é gia vita eterna: siamo passati dalla morte alla vita
 perché amiamo i fratelli (1Giovanni 3,14).
Per il mondo la salvezza consiste in possesso, dominio e superbia.
Queste sono in realtà causa di ogni male. Gesù invece ci propone
dono, servizio e umiltà, che sono la vita stessa di Dio e dell’uomo realizzato
(Luca 1,46-55; 6,17-49).
La vittoria della croce non è un traguardo terreno [...], ma  uccidere l’anima è il denaro».
La vera battaglia è vincere il nemico che é in noi: l'immagine satanica di
Dio, pensato come uno dei potenti di questo mondo (1Giovanni 2,15-17).
. La nostra fede si é diffusa grazie alle persecuzioni: il sangue dei
martiri che è seme di cristiani». Nostra vittoria è lo <<scandalo» della croce
(1Corinzi 1,18-25), non quel <<successo» che ci fa come quelli che hanno
 crocifisso Cristo, e con lui tutti i poveri cristi della storia. Gesù dice:
<<Beati i perseguitati per causa della giustizia» (Matteo 5,10). Sono quelli
che, come lui, vincono il male del mondo l’egoismo.
La nostra lotta non è contro il resto del mondo per ottenere 
la superiorità è una lotta continua» contro la mondanità che sta in noi. Solo così siamo
sale della terra, luce del mondo e città posta sul monte (Matteo 5,12-16).
Nel segno della croce vinciamo (il mondo» che è in noi, per diventare
ciò che siamo: segno di salvezza per tutti gli uomini, che brancolano
nelle tenebre dell’egoismo. Chi rifiuta la croce, rifiuta Dio;
e pensa in modo umano, molto umano, anzi satanico. Così Gesù dice di
Pietro, che sogna un Cristo la cui gloria sia la sconfitta dei nemici e non
la croce, sconfitta dell’inimicizia tra gli uomini (Marco 8,33).

 da ( noi amaria-google+ )



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