Chi mi ama osserva la mia parola
Chi legge il Vangelo soltanto
superficialmente, fermandosi alla bellezza esteriore delle parabole o
alla incantata bellezza di certe frasi,
può ricavarne l’impressione di essere di fronte a un’idea
della
vita facile da mettere in pratica,
comoda per conciliare senza troppa severità tutte le nostre
mezze
misure, per nulla esigente nel
reclamare dall’uomo i diritti dello spirito e quelli di Dio.
Il Vangelo è anche questo, cioè
misericordia, indulgenza, riscatto di ogni nostro atto di buona
volontà
, ma al tempo stesso è una
concezione della vita estremamente severa, esigente, senza
compromessi o
mezze misure. .Egli vuole una coerenza
che dalla
superficie scende subito nell’intimo,
a contare tutti gli spiccioli, anche nel segreto della intenzione e
del pensiero.
Il Signore parte dall’idea che vita
esteriore e vita interiore sono una sola cosa e che, quando un uomo
agisce
veramente da uomo, egli non può
avere due volti, non può essere fuori di un colore e dentro di
un
altro, non può avere una bocca
che loda e un’altra che biasima. . Dio che scruta nel cuore non ci
può essere che una sola legge la quale investe tutto il nostro
essere; le parole e il segreto dal quale esse nascono, la
preghiera e il cuore che la sillaba, il
gesto e l’intenzione che lo muove.” Ma chi mi ama, osserva
la mia parola “. Di fronte a questa
chiarezza, ogni camuffamento anche devoto diventa un torto, ha
il sapore di un tradimento.
Tutte queste sono manifestazioni, belle
quanto si vuole, ma incomplete, dell’amore di Dio, misura
insufficiente di quanto il Signore ci
chiede.Amare significa soprattutto diventare simili alla persona
amata, e nel caso di Dio, cercare di
far coincidere la nostra volontà e il nostro essere. Se amare
una creatura esige una continua e
difficile opera di assestamento, di pazienza, di rinuncia, amare Dio
è un fatto enorme che richiede
da noi un impegno che dovrebbe investire e trasformare tutta la
nostra vita.
Amare Dio significa impegnarsi,
lottare pazientemente ogni giorno per diventare simili a lui.
Amarlo male può essere
relativamente facile, ma amarlo sul serio, misurare il nostro amore
sul suo
significa inseguire una misura che in
qualche modo ci sfuggirà sempre. Amarlo per un attimo può
essere
facile e bello, ma amarlo sempre,
subordinare ogni nostro gesto a quella misura, cercare di correggere
in noi ciò che è
sbagliato, rinunciare a qualcosa che costa, è questa l’unica
strada dell’amore di Dio
che diventa anche misura dell’amore
dell’uomo.
Tuttavia vi sono due aspetti che non
bisogna mai dimenticare quando ” cerchiamo ” Dio. Il primo è
che
amare Dio non significa chiudere gli
occhi alla vita, rinnegare i nostri sentimenti più belli. Un cristiano che, per un pretesto
esclusivo d’amor di Dio, trascurasse i sentimenti che lo legano
agli altri chiudendosi in un egoismo che
sfugge alle responsabilità della nostra vita quotidiana,
sarebbe
un pessimo cristiano. Amando il Signore
noi non rinunciamo a nulla, anzi miglioriamo potenziamo tutto,
dando una lettera maiuscola, una
risonanza eterna anche alle nostre piccole cose di ogni giorno.
L’amore di Dio
passa attraverso il nostro amore per la
mamma, per il padre, per il marito, per i figli, per la casa, per la
scuola, per il nostro impegno sociale, per il nostro lavoro. . Il
cristiano che ama Dio è una creatura che può scrivere
tutto con la lettera maiuscola, anche le cose più umili, anche
i gesti più insignificanti, anche i sentimenti più
naturali. Il cristiano che ama non
è mai un rinunciatario, bensì
uno che cerca il meglio nella giusta direzione di tutte le cose.
da( noi amaria-google+)