Il dolore umano
Come posso venire a te Signore? Dove e come consegnarti la mia fatica?
“Guardami nel Getzemani, davanti a Pilato, sul Calvario, così ho voluto
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di
oggi uniti dal giogo dell'Amore. Vieni, cercami, mi troverai dentro la tua
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le
tue paure, le tue solitudini. Ti sentirai sollevato dal peso della fatica,
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con
te.”
Come posso venire a te Signore? Dove e come consegnarti la mia fatica?
“Guardami nel Getzemani, davanti a Pilato, sul Calvario, così ho voluto
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di
oggi uniti dal giogo dell'Amore. Vieni, cercami, mi troverai dentro la tua
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le
tue paure, le tue solitudini. Ti sentirai sollevato dal peso della fatica,
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con
te.”
Pochi amano la Croce di Gesù
1. Ora Gesù ha molti amanti del
suo regno celeste ma pochi che por-
tino la sua croce.
Molti desiderano le consolazioni,
ma pochi le sofferenze.
Gesù trova molti compagni di men-
sa, ma pochi di astinenza .
Tutti tramano aver parte della sua
gioia, ma pochi vogliono soffrire qual-
che cosa per lui. Molti seguono Gesù
fino alla frazione del pane : ma po-
chi fino a bere il calice della passio-
ne . Molti ammirano i suoi mira-
coli; pochi seguono l`ignominia del-
la croce.
Molti amano Gesù, fino a che non
li coglie qualche sventura.
Ma se Gesù si nasconde. e per bre-
ve tempo li abbandona. si danno tosto
alla mormorazione o ad uno scorag-
giamento estremo
Coloro che amano Gesù per Gesù
e non per qualche propria conso-
lazione, lo benedicono nella tribola-
zione e angustia del cuore, come nel
più dolce conforto.
E quand'anche egli non volesse dar
Loro mai alcuna consolazione, sempre
ugualmente lo loderebbero e sempre
lo vorrebbero ringraziare.
Oh_ quanto è potente l'amore di
Gesù, quando è puro e senza mesco-
lanza di interesse e d'amor proprio.
Non è giusto forse che si chiamino
cristiani coloro che cercano sempre
consolazioni? Non dimostrano forse
di amare più se stessi che Cristo. co-
loro, che pensano sempre alle loro co-
modita e ai loro guadagni?
Dove si troverà chi voglia servire
Dio senza mercedes?
E” cosa rara trovare un uomo
tanto spirituale da essersi spogliato
di tutto. Chi infatti può incontrare un
uomo veramente povero di spirito
e distaccato da ogni creatura? Sareb-
be prezioso come le cose portate dal-
le estremità della terra .
Se l"uomo avesse donato ai poveri
ogni sua possessione , sarebbe an-
cor nulla.
Se avesse fatto aspra penitenza, sa-
rebbe pure piccola cosa.
E se abbracciasse tutta la scienza
ancora sarebbe lontano dalla meta.
E se possedesse grande virtù fer-
vidissima devozione, gli mancherebbe
ancora molto; cioè la sola cosa som-
mamente necessaria . Quale è? Che
dopo d'aver lasciato tutto, lasci se
medesimo, si separi interamente da sè,
e nulla conservi del suo amor proprio.
E che quando avrà fatto tutto ciò che
avrà conosciuto di dover fare, bensi
di non aver fatto nulla.
Non dia gran peso a ciò che lo
potrebbe sollevare molto nella stima,
ma con tutta sincerità confessi di es-
ser servo inutile, come disse la stessa
Verietá: Quando avrete fatto tutto
quello che vi è stato comandato, dite:
siamo servi inutili .
Allora potrà essere davvero povero
e nudo di spirito, e potrà, esclamare
col Profeta: Io sono solo e pove-
ro .
Nessuno però è più ricco, potente
e libero di costui, il quale sa spogliar-
si di sè e di tutte le cose e collocarsi
nell'nltimo posto.
da ( noi amaria-google+ )