martedì 23 ottobre 2018

Chi mi ama osserva la mia parola



Chi mi ama osserva la mia parola
Chi legge il Vangelo soltanto superficialmente, fermandosi alla bellezza esteriore delle parabole o
alla incantata bellezza di certe frasi, può ricavarne l’impressione di essere di fronte a un’idea della
vita facile da mettere in pratica, comoda per conciliare senza troppa severità tutte le nostre mezze
misure, per nulla esigente nel reclamare dall’uomo i diritti dello spirito e quelli di Dio.
Il Vangelo è anche questo, cioè misericordia, indulgenza, riscatto di ogni nostro atto di buona volontà
, ma al tempo stesso è una concezione della vita estremamente severa, esigente, senza compromessi o
mezze misure. .Egli vuole una coerenza che dalla
superficie scende subito nell’intimo, a contare tutti gli spiccioli, anche nel segreto della intenzione e del pensiero.
Il Signore parte dall’idea che vita esteriore e vita interiore sono una sola cosa e che, quando un uomo agisce
veramente da uomo, egli non può avere due volti, non può essere fuori di un colore e dentro di un
altro, non può avere una bocca che loda e un’altra che biasima. . Dio che scruta nel cuore non ci può essere che una sola legge la quale investe tutto il nostro essere; le parole e il segreto dal quale esse nascono, la
preghiera e il cuore che la sillaba, il gesto e l’intenzione che lo muove.” Ma chi mi ama, osserva
la mia parola “. Di fronte a questa chiarezza, ogni camuffamento anche devoto diventa un torto, ha
il sapore di un tradimento.
Tutte queste sono manifestazioni, belle quanto si vuole, ma incomplete, dell’amore di Dio, misura
insufficiente di quanto il Signore ci chiede.Amare significa soprattutto diventare simili alla persona
amata, e nel caso di Dio, cercare di far coincidere la nostra volontà e il nostro essere. Se amare
una creatura esige una continua e difficile opera di assestamento, di pazienza, di rinuncia, amare Dio
è un fatto enorme che richiede da noi un impegno che dovrebbe investire e trasformare tutta la nostra vita.
Amare Dio significa impegnarsi, lottare pazientemente ogni giorno per diventare simili a lui.
Amarlo male può essere relativamente facile, ma amarlo sul serio, misurare il nostro amore sul suo
significa inseguire una misura che in qualche modo ci sfuggirà sempre. Amarlo per un attimo può essere
facile e bello, ma amarlo sempre, subordinare ogni nostro gesto a quella misura, cercare di correggere
in noi ciò che è sbagliato, rinunciare a qualcosa che costa, è questa l’unica strada dell’amore di Dio
che diventa anche misura dell’amore dell’uomo.
Tuttavia vi sono due aspetti che non bisogna mai dimenticare quando ” cerchiamo ” Dio. Il primo è che
amare Dio non significa chiudere gli occhi alla vita, rinnegare i nostri sentimenti più belli. Un cristiano che, per un pretesto esclusivo d’amor di Dio, trascurasse i sentimenti che lo legano agli  altri chiudendosi in un egoismo che sfugge alle responsabilità della nostra vita quotidiana, sarebbe
un pessimo cristiano. Amando il Signore noi non rinunciamo a nulla, anzi miglioriamo potenziamo tutto,
dando una lettera maiuscola, una risonanza eterna anche alle nostre piccole cose di ogni giorno. L’amore di Dio
passa attraverso il nostro amore per la mamma, per il padre, per il marito, per i figli, per la casa, per la scuola, per il nostro impegno sociale, per il nostro lavoro. . Il cristiano che ama Dio è una creatura che può scrivere tutto con la lettera maiuscola, anche le cose più umili, anche i gesti più insignificanti, anche i sentimenti più naturali. Il cristiano che ama non
è mai un rinunciatario, bensì uno che cerca il meglio nella giusta direzione di tutte le cose.

 da( noi amaria-google+)

lunedì 17 settembre 2018

IL dolore umano









Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.”